Archivi categoria: Generici

La richiesta di rettifica all’articolo de La Stampa del 4 maggio 2010

In merito all’occhiello pubblicato in data odierna 4 maggio 2010 nelle Cronache Locali di Novara; esattamente a pagina 47 col titolo Trasporto Pubblico – Sun con i milanesi di Atm per il bando della Provincia si fa menzione della chiusura della Fontaneto.

Prego voler rettificare tale affermazione, nei termini e nelle forme della vigente normativa, perché alla data odierna di pubblicazione dell’articolo la Fontaneto non è chiusa, ma ha semplicemente cessato l’esercizio del servizio pubblico di linea lamentando mancati pagamenti da Provincia di Novara e Regione Piemonte con le quali è in contenzioso.

Confido in un sollecito riscontro, in difetto del quale mi vedrò costretto adire le vie legali.

Cordialità
Corrado Fontaneto per Fontaneto Autoservizi srl

Annunci

Sentenza TAR Piemonte, il comunicato ufficiale della Fontaneto Autoservizi

Prendiamo atto con soddisfazione che anche il TAR Piemonte, dopo anni di acquiescenza e copertura all’illegalità dell’Amministrazione Regionale, si sia allineato alla giurisprudenza ormai consolidata del Consiglio di Stato sia circa l’obbligo di applicare le norme europee – prevalenti su quelle interne in contrasto – sia per quanto attiene al Trasporto Pubblico sul dovere, a carico dell’Amministrazione, di indennizzare le imprese per gli svantaggi economici sopportati, esercitando un trasporto vincolato da obblighi di servizio.

Per ciò che ci riguarda è la conferma che quanto abbiamo denunciato da anni aveva solide fondamenta, ora si tratta di diventare “europei” a tutto tondo: applicare le regole dell’Unione anche in materia di concorrenza, di Antitrust e di aiuti di stato.

Staremo a vedere se le altre aziende del novarese, con le quali ci congratuliamo per la loro vittoria, vorranno seguirci anche su questo crinale soprattutto in ciò che attiene al grave problema dei sussidi incrociati TPL/servizi per Trenitalia entro la medesima relazione di traffico alla luce del vigente REG CEE 1370/2007

Link: sentenza TAR Piemonte Arfea [PDF 2,2 MB]

E ora proviamo a farvi capire come sono andate le cose

Il caso Fontaneto, lo sappiamo, è difficile da comprendere per i non addetti ai lavori. Abbiamo provato a riassumerlo in modo semplice da leggere, con domande e risposte, utilizzando un linguaggio il più possibile chiaro e comprensibile.

Cosa è successo innanzitutto? Siete falliti? Scappati?

Niente di tutto questo. Abbiamo semplicemente domandato alla Provincia di Novara di proseguire il servizio per l’anno 2010 ricevendo compensi in base alla normativa europea, precisamente il REG CEE 1370/2007. Rifiutatasi di corrisponderci la differenza piena fra costi e ricavi, abbiamo constatato che non esistevano più le condizioni per proseguire.

Leggi le altre domande e risposte

“Cosa è successo?” Le risposte della Fontaneto

Cosa è successo innanzitutto? Siete falliti? Scappati?

Niente di tutto questo. Abbiamo semplicemente domandato alla Provincia di Novara di proseguire il servizio per l’anno 2010 ricevendo compensi in base alla normativa europea, precisamente il REG CEE 1370/2007. Rifiutatasi di corrisponderci la differenza piena fra costi e ricavi, abbiamo constatato che non esistevano più le condizioni per proseguire.

Ma era però da tempo che questa situazione durava. Già a gennaio dell’anno scorso c’erano stati problemi e ancora a maggio/giugno sulla stampa era filtrato qualcosa…

Sì. Nel 2008 era stato sottoscritto a Torino un verbale – in presenza dei dirigenti provinciali e regionali nonché della componente politica provinciale – in cui gli Enti riconoscevano che la Fontaneto svolgeva servizi gravosi, in aree con un rapporto popolazione/territorio inferiore alle medie provinciali e regionali: ciò che conduceva necessariamente a rivedere il criterio del finanziamento del servizio.

La società da sempre contesta l’entità dei finanziamenti, sostenendo che sono insufficienti. Cosa vuol dire?

Il finanziamento del Trasporto Pubblico Locale (TPL) è disciplinato rigidamente da sempre dall’Unione Europea. In precedenza dal REG CEE 1191/69 e dal 3 dicembre 2009 dal REG CEE 1370/2007. Sono due gli elementi essenziali di queste normative: in primo luogo, le Autorità sono vincolate a seguire delle procedure rigide per individuare i servizi da ammettere a finanziamento pubblico. In secondo luogo, una volta individuati, i servizi sono finanziati secondo regole tassative ed inderogabili.

Ora, queste regole sono state completamente ignorate e messe da parte dalla Provincia di Novara la quale, in accordo con la Regione Piemonte, ha continuato a versare gli importi stabiliti in una legge italiana del 1981 abrogata definitivamente nel 1997.

Siete solo voi a dire che le risorse sono insufficienti…

No, c’era già stata una sentenza del Consiglio di Stato (sezione V 29 agosto 2006 n. 5043) la prima in Italia peraltro e che aveva visto la Fontaneto parte in causa. Già lì i giudici avevano stabilito che non si dovesse più considerare la legge italiana ma solo la normativa europea coprendo interamente i costi del servizio.

Oltre a quello, anche la Commissione Europea si era formalmente espressa dicendo che le Autorità Italiane dovevano applicare integralmente il regime europeo di pagamenti.

Infine, l’Antitrust italiano aveva indirizzato alla Provincia di Novara e alla Regione Piemonte un parere in cui ribadiva come l’individuazione dei servizi da finanziare dovesse avvenire in base ai criteri della normativa europea. Di certo, quindi, non possono dire che nessuno li avesse mai avvisati per tempo…

Ma se sapevate di questa situazione, perché siete andati avanti? In fondo, come dice la Provincia, era un contratto: potevate anche rifiutarvi di firmare…

Proprio qui è il punto. La Provincia di Novara ha gestito il rapporto esattamente come facevano gli operatori turistici trent’anni fa: io ti garantisco lavoro per tutto l’anno perciò stabilisco io il prezzo al quale tu devi vendermi le tue camere, se ti va è così, altrimenti mi rivolgo ad un tuo concorrente…

Purtroppo, o per fortuna dipende a dai punti vista, la materia è regolata interamente dall’Unione Europea la quale stabilisce norme tassative per impedire che risorse pubbliche, cioè dei contribuenti, vengano utilizzate per distorcere la concorrenza. Come detto, sono rigide le norme che stabiliscono come si individuano i servizi da finanziare nonché quelle che disciplinano i finanziamenti. Provincia e imprese non possono sedersi ad un tavolo e stabilire cose diverse.

L’unica alternativa sarebbe stata una gara equa che però in dieci anni non è mai stata fatta. Noi abbiamo cercato di mantenere aperto un dialogo, poi, resici conto di essere stati presi in giro, abbiamo proceduto per via giudiziaria.

A questo riguardo, voi avete detto che i vostri colleghi introitano molti più soldi di voi grazie ai servizi che svolgono per Trenitalia. In concreto cosa significa?

L’Europa stabilisce una regola molto semplice. In una relazione di traffico o si finanzia il treno o si finanzia il bus: tutto e il suo contrario, all’italiana, è impossibile. Ora, da dieci anni a questa parte, sono stati mantenuti invariati tutti i servizi del precedente sistema della legge 151/81 collassato perché non si poteva coprire capillarmente l’intero territorio (nazionale, regionale e locale) ripianando i deficit a piè di lista.

Le regole comunitarie sono state disattese perché avrebbero scardinato un sistema collaudato: molti comuni avrebbero visti ridotti servizi di trasporto, le case costruttrici non avrebbero più potuto produrre e farsi indirettamente coprire i costi di produzione degli autobus mediante i contributi in conto investimenti, e così via. Assumere la concorrenza quale bussola di orientamento e circoscrivere l’intervento pubblico a pochi casi indispensabili avrebbe letteralmente rovesciato il sistema.

Così, all’interno di diverse relazioni di traffico, sono state mantenute concessioni di servizi su gomma con diritto di esclusiva – quindi con un solo vettore che poteva operare senza concorrenti – che ha permesso ad alcune imprese di interloquire direttamente con Trenitalia – monopolista del servizio ferroviario – lucrando, da questa corrispettivi per effettuare servizi sostitutivi di corse ferroviarie, e dalla Provincia il trasferimento storico medio di circa euro/km 1,00. Svolgendo entrambi i servizi con un solo bus ed un solo autista, mentre noi ricevevamo euro/km 1,00 altri ne incameravano da 2,00 a 3,00.

E adesso…?

Adesso si tratterà di proseguire sul piano giudiziario la battaglia intrapresa, cercando di portare a conoscenza dell’opinione pubblica questa scandalo del TPL che ha bruciato, fra servizi e contribuzioni inutili, miliardi di euro pari quasi ad una piccola “manovra finanziaria”.

Siamo ovviamente dispiaciuti per i dipendenti e le loro famiglie, ma andare avanti in un quadro così “sudamericano” sarebbe stato irresponsabile e non si poteva chiedere loro di affrontare sacrifici ulteriori a quelli fatti.

Sul punto sia consentito dire che è in potere della Provincia imporre, quale obbligo di servizio a coloro che proseguono il trasporto, di assumere tutto o in parte il nostro personale: chiaro che questa sarebbe una soluzione auspicabile per i dipendenti, un po’ meno per gli altri vettori se dicessero che non possono farsi carico di costi simili a quei prezzi (in ciò confermando quindi l’onerosità che da sempre noi indichiamo) e meno ancora per la Provincia se trovasse risorse aggiuntive per i nostri concorrenti o riorganizzasse il servizio in loro favore: a quel punto qualcuno dovrebbe spiegarci perché non fosse stato possibile farlo quando lo domandava la Fontaneto anni fa, e lo possa diventare adesso… avendo la certezza che questa “ rompiballe” di società sia fuori dai giochi.

Ed ecco, puntuali, gli sciacalli

Su Yahoo Answers è comparsa questa domanda da parte di un utente anonimo (sarà un caso, ha aperto l’account il giorno stesso): Probabile status fallimentare?. Se non si fosse capito, si riferisce a noi.

Due giorni dopo, arriva una risposta. Senza dubbi. “Sò che la fontaneto è fallita!”. Per rendere più credibile la sua affermazione, l’informatissimo utente si presenta così: “Io vendo biglietti e abbonamenti a vercelli”. Dimentica di aggiungere, però, che nel tempo libero diffonde notizie false spacciandole per vere.

Ecco il link alla discussione con la risposta ufficiale della Fontaneto.

La Fontaneto replica alle dichiarazioni dell’Assessore Godio

In merito a quanto espresso oggi su La Stampa dall’Assessore ai trasporti della Provincia di Novara, Gianluca Godio, sulla necessità di riflettere come mai la Fontaneto, in questi anni, sia stata esclusa da Trenitalia SpA dal novero dei servizi sostitutivi, per anni la società, ingenuamente, ha pensato che ciò dipendesse dal fatto di svolgere servizi in aree dove il treno non passava. Poi ha riflettuto, e infine ha presentato un esposto in Procura…

Per la Fontaneto Autoservizi

Corrado Fontaneto

La replica della Fontaneto Autoservizi all’articolo de La Stampa del 14 gennaio

Con riferimento all’articolo apparso sul numero 13 del giorno 14 gennaio 2010, nelle pagine di cronaca locale a titolo “Fontaneto, servizio a rischio” ci sia consentito di puntualizzare quanto segue.

Innanzitutto, per rispetto verso gli utenti, precisiamo che questa situazione non deriva da una semplice e-mail o da un colpo di sole in pieno inverno dei proprietari, come sembra leggendo l’articolo.

La Fontaneto non riceve dalla Provincia pagamenti conformi alle normative europee che regolano il settore. Malgrado le prove documentali prodotte a sostegno delle nostre ragioni, la Provincia persiste a corrisponderci i soldi al valore di dodici anni fa stabilito dalle leggi italiane. Non possiamo farci carico noi degli aspetti sociali del servizio, non siamo una Onlus né i nostri dipendenti fanno del volontariato. Tanto meno possiamo effettuare il servizio a rischio e pericolo degli utenti e degli stessi dipendenti, ovvero lavorando gratis utilizzando i soldi del settore privato per coprire i buchi lasciati dalla Provincia.

Tutto questo è stato ovviamente denunciato presso le competenti sedi, compresa quella penale. Confidiamo nell’operato della Magistratura dalla quale attendiamo lumi per capire come mai, a parità di trasferimenti corrisposti ad altri operatori, solo la nostra azienda debba affrontare sempre almeno due gradi di giudizio per ricevere quanto le spetta.

In ultimo sia consentito precisare che la modalità di sospensione del servizio, come riportato dall’articolo, è stata concordata infine con la Provincia

Per la Fontaneto Autoservizi

Corrado Fontaneto